I Pink Floyd tornano in classifica USA con due capolavori

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Ci sono band che invecchiano e band che invece sembrano semplicemente esistere al di fuori del tempo. I Pink Floyd appartengono alla seconda categoria, e i numeri che arrivano dagli Stati Uniti in questa settimana lo dimostrano ancora una volta con una chiarezza disarmante. Due album, The Dark Side of the Moon e Wish You Were Here, sono rientrati simultaneamente in due diverse classifiche Billboard, senza alcun trigger promozionale apparente, senza anniversari tondissimi, senza campagne streaming, insomma solo la musica, che continua a trovare compratori.

Il fenomeno della doppia rientrata

La notizia è semplice nei fatti e straordinaria nel contesto: questa settimana i Pink Floyd compaiono su due classifiche Billboard statunitensi, entrambe focalizzate esclusivamente sugli acquisti, non sullo streaming, non sui passaggi radiofonici, ma sui dischi comprati. The Dark Side of the Moon rientra nella Vinyl Albums chart alla posizione n. 20. Wish You Were Here rientra invece nella Top Album Sales chart, la graduatoria che misura le vendite di album e EP in qualsiasi formato: vinile, CD, download digitale, alla posizione n. 45.
La particolarità non è solo che due album storici tornino in classifica, ma che lo facciano in contemporanea, su graduatorie diverse, confermando una domanda che non si è mai davvero esaurita.

The Dark Side of the Moon: 546 settimane

Sul fronte della Top Album Sales chart, The Dark Side of the Moon non è soltanto rientrato, è addirittura salito. La settimana scorsa era alla posizione n. 38; questa settimana si trova alla n. 24, un balzo di 14 posizioni. Il che porta il suo totale storico sulla classifica a 546 settimane di permanenza, un numero che in Italia probabilmente verrebbe scritto a caratteri cubitali su qualsiasi copertina di rivista musicale.
Per capire la portata del dato: The Dark Side of the Moon è il terzo album più longevo nella storia della Top Album Sales chart, dietro solo a Metallica (l’album nero, 758 settimane) e a Legend di Bob Marley and the Wailers (741 settimane). Album come Rumours dei Fleetwood Mac (493 settimane) e Thriller di Michael Jackson (498) devono ancora raggiungere quota 500. Il disco del prisma, uscito nel 1973, li ha già superati entrambi di cinquant’anni buoni.
È anche l’unico album dei Pink Floyd ad aver raggiunto le tre cifre di permanenza sulla classifica, e il distacco con il secondo titolo della band è abissale.

Un’anomalia nella storia del gruppo

C’è però un dettaglio controintuitivo che vale la pena sottolineare, perché dice qualcosa di interessante sulla storia commerciale della band: nonostante tutto questo, The Dark Side of the Moon non è mai arrivato al primo posto nella Top Album Sales chart. Il suo picco storico è stato il n. 7. I Pink Floyd hanno conquistato la vetta della classifica solo due volte: nel 1994 con The Division Bell e l’anno successivo con Pulse, il doppio album dal vivo. Da aggiungere che la versione live di The Dark Side , quella registrata a Wembley nel 1974, si è fermata all’n. 8, quasi eguagliando l’originale.
Anche Wish You Were Here non ha mai dominato la classifica, fermandosi al n. 2 insieme alla raccolta Echoes: The Best of Pink Floyd. Un secondo posto non è certo una disfatta, ma c’è qualcosa di vagamente paradossale nel sapere che la longevità abbia sempre superato il picco.

Il vinile non perdona l’oblio

Sulla Vinyl Albums chart, la situazione di The Dark Side of the Moon è ancora più impressionante. In questa settimana il disco rientra alla n. 20, ma la sua storia su questa graduatoria conta già 384 settimane di permanenza, più di tutte le altre apparizioni combinate degli altri album della band su quella stessa classifica. Anche qui, però, il n. 1 non è mai arrivato: il picco è stato il n. 2, condiviso con Wish You Were Here, con Animals, Pulse e Pink Floyd at Pompeii: MCMLXXII. A guidare quella classifica ci sono riusciti The Endless River e The Wall.
È un dato che merita riflessione: il disco più venduto e più longevo della band non è il suo record più “alto”. La grandezza, in questo caso, si misura in orizzontale, non in verticale.

76 milioni di copie e due diamanti

Il contesto generale della presenza americana dei Pink Floyd è quello di una delle band più vendute della storia del mercato discografico statunitense. La RIAA, l’associazione dell’industria discografica americana, certifica per la band complessivamente 76 milioni di unità equivalenti vendute negli Stati Uniti. Tra questi, due album hanno raggiunto la certificazione diamante, riservata a chi supera i 15 milioni di copie: The Dark Side of the Moon e The Wall. Un primato condiviso con pochissimi artisti nella storia della musica registrata.

Perché ancora oggi

La domanda implicita in tutta questa storia è sempre la stessa: perché? Perché nel 2026, senza una reunion, senza un film in uscita, senza un anniversario tondo e con il cinquantesimo di Wish You Were Here appena passato, la gente continua a comprare questi dischi?
La risposta più onesta è che certi album non hanno bisogno di occasioni. The Dark Side of the Moon non è un disco che si ascolta in un preciso momento della vita, è un disco che si scopre, si abbandona e si ritrova ciclicamente, come un vecchio libro che torna dallo scaffale senza motivo apparente. Lo stesso vale per Wish You Were Here, che resta uno degli album più emotivamente onesti mai scritti su un’amicizia perduta e su ciò che il successo può fare a chi non era attrezzato per gestirlo.

Riflessione personale, ma obbligatoria

Leggo sui social continue lamentele da parte di fan che puntualmente denigrano il lavoro che sta facendo Sony con il catalogo e allo stesso tempo arrivano queste notizie (anche ieri un’altra sul mercato italiano). Probabilmente, soprattutto sui social, si commenta senza nemmeno accendere un po’ il cervello perché NESSUNO ci obbliga a comprare una nuova copia di The Dark Side of the Moon o Wish You Were Here, ma evidentemente il mercato dei Non Fan è ancora vasto. Aggiungo anche che da quando il catalogo è gestito dalla Sony abbiamo avuto: Pompei restaurato e per la prima volta ufficialmente come album, demo e outtakes dal 1975, il live di Los Angeles e adesso una raccolta con dentro una rarità. Vi invito a tornare un attimo indietro e a ricordare cosa è uscito per il 50° anniversario di The Dark Side of the Moon, ovvero NULLA.
Per una volta proviamo a non lamentarci, in fin dei conti stiamo parlando dei Pink Floyd, una band che non suona più dal 1995.

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