Wish You Were Here supera il miliardo su Spotify (ma poteva farlo un anno fa)
Ieri i canali social dei Pink Floyd hanno festeggiato: Wish You Were Here ha superato il miliardo di streaming su Spotify. Precisamente 1.001.843.464 ascolti. Un traguardo che fa sempre effetto, anche se parliamo di una delle canzoni più iconiche della storia del rock.
Eppure, c’è qualcosa che stride in questa celebrazione.
Perché se guardiamo i numeri con attenzione, scopriamo che esiste un’altra versione della stessa canzone – il remaster del 2011 – che da sola ha collezionato 231 milioni di ascolti. Fate due conti: sommando le due versioni principali, quel miliardo sarebbe stato superato almeno un anno fa. Forse anche di più.
Il problema? Una gestione del catalogo su Spotify che definire caotica è un eufemismo.
Il dedalo delle versioni
Prendete Wish You Were Here e cercatela sulla piattaforma. Troverete ben 9 versioni diverse. Nove. Dalla recente Take 1 con appena 283.489 ascolti (praticamente niente, per gli standard floydiani) fino alla versione “ufficiale” che ha appena tagliato il traguardo del miliardo. Nel mezzo le varie outtake pubblicate nell’Immersion e nel box del 50° anniversario, e le versioni live di Delicate Sound of Thunder (due se contiamo la versione remix 2019), Pulse e Knebworth 1990.
Capisco conservare le versioni live storiche, i demo, le outtakes. Ma quando hai due versioni sostanzialmente identiche dello stesso brano – una con un miliardo di stream, l’altra con 231 milioni – ti viene da chiederti: ma chi gestisce questo catalogo ha mai aperto Spotify?
I numeri (veri) dei Floyd
Comunque sia, nell’olimpo floydiano su Spotify la gerarchia è questa:
- Another Brick in the Wall, Pt. 2 – 1.185.157.043 ascolti
- Wish You Were Here – 1.001.843.464 ascolti
- Comfortably Numb – 811.364.838 ascolti
In fondo alla classifica delle 461 tracce caricate, giusto per completezza, c’è Behold the Temple of Light (dal live del 17 settembre 1969 ad Amsterdam di The Man and The Journey).
Tradotto in classifica globale di Spotify, i Floyd si piazzano così: Another Brick in the Wall, Pt. 2 al 919° posto mondiale, Wish You Were Here al 1237°, Comfortably Numb al 1978°. Sul podio assoluto, tanto per dare un’idea del divario generazionale e di genere, troviamo The Weeknd con Blinding Lights (oltre 5,2 miliardi), Ed Sheeran con Shape of You (4,7 miliardi) e Sweater Weather dei The Neighbourhood (4,3 miliardi).
Cosa ci dice tutto questo
Che i Pink Floyd restano enormi, questo è fuori discussione. Un miliardo di ascolti per una canzone del 1975 è un risultato straordinario, che testimonia quanto quella musica continui a parlare, a commuovere, a entrare nelle vite di generazioni che non c’erano quando Gilmour, Waters, Wright e Mason la registrarono.
Ma viene anche da pensare che con un minimo di attenzione nella gestione digitale del loro sterminato catalogo, i numeri potrebbero raccontare una storia ancora più impressionante. Perché dietro ogni remaster trattato come brano a sé, ci sono milioni di ascolti che si perdono, che non si sommano, che rendono i traguardi meno nitidi di quanto potrebbero essere.
Insomma: Wish You Were Here meritava questo miliardo. Ma se qualcuno avesse fatto ordine prima, probabilmente oggi staremmo festeggiando numeri ancora più alti.
Nel frattempo, continuiamo ad ascoltarla. In qualsiasi versione. Perché alla fine, è sempre lei.
NB: Dati aggiornati al 21 gennaio 2026

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